Task Force Italo-russa Distretti E PMI - TrevisoSystem-OnLine

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Intervento del Presidente alla Sessione plenaria di chiusura
della XV sessione della Task force italo-russa Distretti e PMI
(11 dicembre 2009)
L’attività della Task force italo-russa Distretti e PMI rappresenta senza
dubbio un caso esemplare tra quelli destinati a sviluppare progetti
internazionali.
Si tratta di un’attività che prosegue da anni, dalla firma dell’apposito
Memorandum del novembre 2003, con l’obiettivo di facilitare e
sostenere la realizzazione di Distretti industriali italiani in Russia.
Credo che il ruolo del nostro Paese sia stato di fondamentale
importanza, nell’affiancare in diversi momenti la Federazione Russa, sia
in ambito UE, che in ambito OCSE.
In questi anni la Russia è diventata un Paese protagonista dell’economia
internazionale, ed è considerata un Paese con economie sempre più
emergenti rispetto al futuro.
Non occorre ricordare, in questa sede, i punti di forza sul piano economico
di questo Paese amico e di quali possono essere le opportunità per chi
saprà costruire un rapporto positivo con una realtà tanto dinamica e vitale.
In realtà, la Russia, dopo aver raddoppiato il suo PIL in soli tre anni,
tra il 2004 e il 2007, dispone di potenzialità di crescita enormi, che
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possono trovare conferma anche grazie ad iniziative come quella di questi
giorni.
L’Italia è uno dei Paesi maggiormente coinvolti nell’interscambio con la
Russia. Nel corso del 2008 il nostro Paese è stato il secondo cliente ed il
sesto fornitore, per un interscambio totale superiore ai 26 miliardi di euro.
Mi sembra rilevante anche la dinamica assunta dagli scambi tra i nostri due
Paesi: dal 2005 in avanti quasi sempre i valori dell’export e quelli
dell’import sono aumentati ogni anno di almeno il 10%, con punte anche
oltre il 20-25%, soprattutto nel periodo 2005-2006.
Per quanto riguarda la nostra regione, nel 2007 le esportazioni venete nei
confronti della Russia sono cresciute di oltre il 31%, nel 2008 (dati
provvisori) del 9,2%, superando 1,7 miliardi di euro, arrivando a
totalizzare un sesto di tutte le esportazioni italiane in Russia. Un altro
settore in grande crescita è il turismo: nel 2008 i turisti russi in Veneto
sono stati oltre mezzo milione.
Vorrei infine ricordare un altro fattore che potrà accomunare una parte
consistente dei nostri interessi e delle nostre progettualità in campo
economico, infrastrutturale e organizzativo: nel 2006 toccò a Torino, nel
2014 i Giochi Olimpici invernali verranno organizzati nella città russa
di Sochi, mentre abbiamo da poco lanciato la candidatura di Venezia e
del Veneto per ospitare i Giochi Olimpici estivi del 2020.
Mi sembra evidente che si possa tranquillamente affermare che stiamo
parlando di rapporti commerciali, economici in generale, che non
dipendono più prioritariamente da fasi congiunturali o da improvvise
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dinamiche internazionali favorevoli. Stiamo dunque parlando di un mondo
di relazioni consolidate, grazie alle quali possiamo e dobbiamo guardare
con fiducia al futuro, così da rafforzare e allargare ulteriormente le basi
che ci permetteranno di raggiungere nuovi ottimi risultati.
Non poteva, quindi, che essere Venezia la sede di questa sessione della
task force, in occasione della quale verrà firmato il programma triennale
2010-2012, quello che definisce le linee guida sulle quali si svolgeranno i
lavori del gruppo nel prossimo triennio.
La crescita della nostra economia negli ultimi anni è stata trainata
soprattutto dalla vivacità delle PMI operanti nei Distretti, le quali
contribuiscono alla crescita del Prodotto Interno Lordo per una percentuale
nettamente superiore a quella delle PMI “non di Distretto”. Le PMI che
fanno parte dei Distretti costituiscono, in sintesi, il più importante motore
di crescita del nostro Paese.
Il sistema distrettuale veneto conta 34 Distretti e 10 metadistretti
accreditati, con oltre 10.000 imprese e 300.000 occupati; fin dalla genesi
della norma regionale in materia di disciplina di interventi a favore dei
sistemi distrettuali, nel 2003, la nostra Regione ha introdotto una nuova
filosofia in materia rispetto a quanto avveniva negli altri ambiti regionali.
Nel Veneto la logica è stata, fin dal principio, quella di focalizzare gli
interventi soprattutto sulla dimensione relazionale, più che sui vincoli
territoriali: siamo così riusciti ad anticipare la visione che oggi, alla luce
delle dinamiche derivanti da una globalizzazione sempre più spinta, indica
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nella promozione di politiche a favore dell’accrescimento e
dell’arricchimento del tessuto relazionale la via corretta da intraprendere.
I Distretti veneti, perciò, superano i confini geografici in un’ottica di
rete estesa, che in molti casi è in grado di avvalersi efficacemente di
collaborazioni internazionali: essi sono diventati strumenti attraverso i
quali pianificare e realizzare interventi progettuali condivisi da più
imprese, cofinanziati dalla regione attraverso bandi aperti di finanziamento
annuali articolati su più categorie d’intervento, che comprendono anche
interventi mirati per sviluppare la rete di collaborazione e cooperazione
internazionale delle nostre imprese.
Nel 2006 abbiamo quindi introdotto il concetto di Metadistretto, vale a
dire un Distretto capace di riunire un tessuto d’imprese che è piena
espressione di tutto l’ambito regionale, capace di rapportarsi ancora più
efficacemente con i mercati internazionali: una rete di collaborazione e di
cooperazione in grado di fare sistema e di raggiungere una massa critica
ancora più efficace ed idonea a rapportarsi a livello internazionale.
Accanto al metadistretto la novità di questi anni è rappresentata dal
concetto di Aggregazione di filiera di imprese omogenee: anche in questo
caso l’obiettivo è quello di dare anche a piccole imprese omogenee,
operanti in filiere di dimensione limitata, la capacità di sviluppare
comunque progetti innovativi che altrimenti difficilmente potrebbero
essere realizzati. L’attenzione è quindi stata portata definitivamente sulla
rete estesa, che perde ogni connotazione territoriale.
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Alla luce delle novità introdotte a livello nazionale con le L. 33/2009
(“Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi”) e L. 99/2009
(“Sviluppo e internazionalizzazione delle imprese”), ossia la disciplina del
nuovo soggetto giuridico del Contratto di rete, è possibile affermare che
l’intuizione della Regione del Veneto con l’Aggregazione di filiera ha
trovato riflesso in quella che oggi è una realtà a livello nazionale: sono
molti, infatti, i tratti comuni ravvisabili tra l’Aggregazione di filiera di
imprese omogenee ed il Contratto di rete.
Aggregazioni d’imprese e Contratto di rete sono accomunati soprattutto da
un’importante caratteristica di base: quella di essere strumenti mediante i
quali le imprese, mantenendo la propria indipendenza, possono realizzare
progetti condivisi, diretti ad accrescere la capacità innovativa e la
competitività. Sono cioè strumenti che consentono a piccole imprese di
sviluppare la dimensione dell’innovazione tecnologica di processo e di
prodotto. Queste imprese, anziché rivolgersi al mercato per l’acquisto di
tecnologie innovative, oggi, mettendo risorse in comune, possono invece
realizzare progetti propri, traendone corrispondenti vantaggi competitivi.
Il Veneto, grazie alle peculiari caratteristiche del proprio sistema
produttivo e del proprio quadro giuridico, può quindi proporsi quale
Regione-pilota per la sperimentazione delle novità introdotte
quest’anno a livello nazionale.
La rete di rapporti che si è creata può essere un fertile terreno di
sperimentazione per far nascere progettualità che aggreghino imprese
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venete, italiane e russe, per dar vita ad alleanze capaci di costituire
presenze forti e competitive sui mercati internazionali.
Oltretutto, una simile cooperazione è ciò che dà sostanza ad un’autentica
politica di pace e di collaborazione tra Paesi e Popoli che desiderano
sviluppare le proprie economie all’interno di sistemi politici e di
comportamenti imprenditoriali e produttivi fondati sul pieno rispetto di
quanto esigono Paesi democratici quali l’Italia e la Russia.
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PARTICOLARITà RELATIVA ALLA PRESENZA NELLA
DELEGAZIONE RUSSA DI ESPONENTI ISTITUZIONALI DELLA
REPUBBLICA DI CHUVASCIA
Nella delegazione russa presente alla sessione della Task force sono
presenti il Primo Ministro ed il Ministro dello sviluppo economico e
commercio della Repubblica di Chuvascia.
Tra le intese ed i raccordi sottoscritti dalla Regione del Veneto con
Enti territoriali esteri, si ricorda il Protocollo d’intesa firmato con la
Repubblica di Chuvascia il 27 ottobre 2005. Tale Protocollo d’intesa
prevede lo svolgimento di collaborazioni nei settori dell’economia,
tecnico-industriale, agricoltura, industria, formazione professionale,
sanità, sport e cultura. L’Intesa prevede la possibilità di approfondire la
collaborazione coinvolgendo anche gli enti di ricerca, le università e le
scuole, favorendo inoltre lo scambio di esperti impegnati in ambito
scientifico tecnologico e di studenti.
La Repubblica di Chuvascia ha circa 1,3 milioni di abitanti. La
capitale Čeboksary si trova lungo il fiume Volga, ha circa 450.000 abitanti,
e si trova a circa 650 chilometri a Est di Mosca.

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